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Metrocubo - Assolo di teatrodanza

Si può ripensare al corpo come elemento confinato e definito che può pienamente esprimersi in uno spazio pari al raggio che le sue braccia e le sue gambe raggiungono?

L'assolo di teatrodanza prende vita dalla necessità di ripensare

in nuovi termini alla presenza dei corpi umani nello spazio e di elaborare, attraverso il movimento, la più intima percezione di presenza della massa corporea.

Si cerca dentro antichissimi rituali di accoglienza e ospitalità dove l'armonia tra il proprio corpo, la presenza dell'ospite e la percezione dello spazio esterno sono alla base dell'equilibrio interiore.

La cura di una piccola stanza, dove ogni elemento visivo e sonoro è fondamentale, diventa luogo di massima creatività nella condivisione rituale di un'arte prescelta come quella del corpo e della danza.

Così come nell'antica cerimonia giapponese il maestro offriva agli ospiti la sua arte della preparazione del te, perché fosse luogo di aderenza agli elementi più autentici della vita, Metrocubo si pone come cerimonia artistico-rituale di accoglienza dove ogni gesto è curato e volto a stabilire una connessione con l'altro e un radicamento agli aspetti primordiali e profondi dell'esistenza umana.

Sette persone sono invitate a condividere lo spazio scenico. Nel principio di condivisione si radica il tentativo di rompere la barriera tra individualità e alterità, nell'auspicio che tale spazio possa divenire luogo di equilibrio e catarsi.

di e con Donatella Martina Cabras

CO-PRODUZIONE ASD movimentopoetico e Teatrodallarmadio

Musiche: PERCORSI ININTERROTTI CONTINUUM SONORO di Francesca Romana Motzo e Michele Uccheddu

Foto di Luca Di Bartolo

Ingresso ad offerta libera, con tessera Arci.